domenica 30 dicembre 2012

"Il Seggio Vacante": cosa viene dopo Harry Potter

Ovviamente la recensione contiene spoiler del romanzo u.u


"La ricompensa per aver dovuto sopportare quell’esperienza era il diritto di raccontarla agli altri"

Insomma, ecco il romanzo che tutti stavano aspettando. Per diffamarlo, per difenderlo, per leggerlo con prudenza, o forse con cieca fiducia. Non è certo facile reggere il confronto con una saga che diverrà un classico della letteratura (fate passare qualche decennio e lo diventerà) e, anzi, il confronto è meglio non porselo nemmeno (beh, più o meno: per certe "questioni" è veramente inevitabile, ma ci arriverò più avanti): tra l'altro, molto saggiamente, la Rowling (o, come la chiamano molti fan, "zia Jo". Anch'io sono una sua fan - anzi, "fan" è riduttivo, dato che Harry Potter è stato il romanzo che mi ha aperto il mondo dei libri, e anche solo per questo le devo moltissimo - ma continuo a chiamarla molto freddamente "Rowling"), dicevo (scusate, so che scrivo delle parentesi lunghissime, ma è più forte di me. Ecco, lo sto facendo di nuovo, pardon), dicevo (2), molto saggiamente la Rowling ha deciso di sperimentare un genere molto diverso dal fantasy e non certo diretto ad un pubblico di bambini. Tale libro - "Il Seggio Vacante", appunto - viene spesso etichettato come "giallo"... ma non è affatto un giallo. Almeno, non come tradizionalmente si intende un "giallo".

Mi spiego: in un giallo, se non si tratta di furti, c'è un omicidio. Un personaggio muore perché qualcun altro ha deciso di ucciderlo. Bene, anche nel "Seggio Vacante" un personaggio, Barry Fairbrother, muore prematuramente, ma non perché c'è un assassino dietro: infatti muore a causa di un aneurisma celebrale. Certo, è una morte improvvisa e inaspettata che influenzerà l'intera cittadina di Pagford, ma la trama del libro non si muove per cercare un assassino. "Giallo" è una parola che fuorvia moltissimo e che crea un diverso tipo di aspettative: appena ho letto che la Rowling avrebbe scritto un giallo, ho pensato a quel suo modo di costruire dall'inizio alla fine trame molto intricate, svelando in maniera magistrale misteri e colpi di scena e lasciando di stucco il lettore, che pensa, sbigottito: "Oddio, e lei ce l'aveva in mente fin dall'inizio!" (sono ancora scioccata dal fatto che Crosta sia in realtà Peter Minus, a distanza di anni).
La trama di "Il Seggio Vacante" invece si muove in un modo completamente differente... ma non so verso dove. Certo, il romanzo finisce con una doppia morte devastante, ma... Non so, è una morte che non conclude del tutto le vicende avviate dalla morte di Barry: certo, quasi tutti i personaggi cambiano radicalmente o si rendono conto che non potranno condurre la stessa vita di prima, ma... Non saprei, è come trovarsi con un libro a metà (e già non è certo corto...). La maggior parte del romanzo ruota intorno al "seggio vacante" del titolo (Barry Fairbrother faceva parte del Consiglio comunale di Pagford) e c'è una certa competizione elettorale, ma il "vincitore" è colui che, purtroppo, aveva più chance fin dall'inizio. Quindi non è nemmeno una storia che parla di elezioni. In effetti, "Il Seggio Vacante" è il quadro perfetto della società, delle ipocrisie e del perbenismo di facciata di una cittadina tradizionalista come Pagford, in contrapposizione con la più giovane e moderna Yarvil. E non a caso parlo di "quadro": nel romanzo ogni elemento è al suo posto, perfettamente in equilibrio, come una natura morta ben studiata. In effetti, il problema è che la trama è così equilibrata che solo durante le ultimissime pagine ti accorgi che il libro sta per finire, come se, nel dipingere questa natura morta molto dettagliata, la Rowling avesse raggiunto ad un certo punto la fine della tela, da un momento all'altro, e che quindi il romanzo abbia dovuto concludersi per forza di cose. A pensarci bene, un finale c'è anche al di là di questa doppia morte e coincide con l'evoluzione finale dei personaggi, ma... Non so, sono rimasta con l'amaro in bocca. E non perché manca un happy ending (non me lo aspettavo nemmeno), ma perché non ho avuto quella sensazione di "concluso".

Comunque, al di là del genere (che definirei "tragicomico"), lo stile della Rowling è perfettamente riconoscibile, in particolar modo nella caratterizzazione dei personaggi: con una scelta che ricorda un po' Jane Austen, la Rowling ha saputo svelare con ironia e humour inglese le sottili verità del comportamento umano, dando vita a personaggi molto simili ai Dursley, piccole macchiette di una società limitata che non vede al di là del proprio minuscolo mondo.


Comunque, di cosa parla "Il Seggio Vacante"?
Volendo, già dalla prima pagina è possibile trovare due riferimenti ad Harry Potter: ma sono due riferimenti fuggevoli, non influenti per la trama per romanzo e che si esauriscono subito nel prologo. Infatti il primo personaggio che incontriamo nella storia (e che morirà dopo poche righe) si chiama Barry Fairbrother, nome non molto diverso da "Harry". Inoltre tale Barry muore proprio nel giorno del suo diciannovesimo anniversario di matrimonio, e tutti i fan di Harry Potter sanno che il diciannove non è un numero qualunque. Insomma, sono piccole cose che i Potterheads non posso fare a meno di notare, che siano state volontarie o meno.
Comunque, la morte di Barry Fairbother (già tragica di per sé, dato che lascia una vedova, Mary Fairbother, e ben quattro figli: Fergus, le gemelle Niamh e Siobhan, e Declan) non fa che rivelare la crisi interna della cittadina di Pagford, da anni in disputa con la città di Yarvil a causa del quartiere dei Fields, popolato dal ceto più basso della società e che i pagfordiani convinti detestano perché abitato da drogati e da famiglie bisognose di un sussidio economico. Questo quartiere, anche se voluto da Yarvil, è stato costruito nel territorio di Pagford e ora buona parte dei suoi abitanti vogliono che passi sotto la giurisdizione della città rivale. Barry Fairbrother, abitante di Pagford cresciuto però nei Fields, sosteneva questo quartiere perché dà la possibilità ai suoi giovani di frequentare la stessa scuola degli adolescenti di Pagford. Dalla parte di Fairbother ci sono Colin e Tessa Wall, rispettivamente direttore e psicologa della scuola in questione, e Parminder Jawanda, medico e membro del Consiglio e moglie dell'uomo più attraente di Pagford, Vikram. Ad essere contro i Fields invece sono Howard Mollison, primo cittadino di Pagford, sua moglie Shirley e il figlio Miles. A candidarsi ancora per il seggio sarà Simon Price, padre e marito violento che però sarà ben presto fuori gara. La vicenda gira intorno a questi personaggi, coinvolgendo anche i loro figli adolescenti: Stuart (detto "Ciccio"), figlio adottivo di Colin e Tessa, Andrew Price (migliore e unico amico di Stuart), e Sukhvinder, terza figlia dei Jawanda e vittima del bullismo di Stuart. Si aggiungono anche Krystal Weedon, figlia di una tossicodipendente che rischia di non riuscire a mantenere la custodia della figlia e del piccolo Robbie, e Gaia Bawden, figlia di un'assistente sociale da poco trasferitasi a Pagford per instaurare una relazione più seria con Gavin Hughes, ex collega di Barry.

 “Ciccio cominciava a pensare che sarebbe bastato capovolgere, l’una dopo l’altra, tutte le opinioni convenzionali per ottenere la verità. Voleva attraversare labirinti bui e combattere con le sconosciute creature che li abitavano; voleva rompere il guscio della pietà e scoprire l’ipocrisia; voleva infrangere tabù e spremere saggezza dai loro cuori sanguinanti; voleva raggiungere uno stato di grazia amorale e ricevere il battesimo dell’ignoranza e della semplicità”.

I Mollison per certi versi sono molto simili ai Dursley e, anche se possono essere scambiati per persone cortesi e socievoli, in realtà sono abbastanza "velenosi" da essere sollevati dalla morte di Barry. Howard, proprietario di una macelleria e di un pub, spingerà il figlio Miles a candidarsi per il seggio in modo da mantenere la "pace" a Pagford. Non è d'accordo in proposito la moglie di Miles, Samantha, che non riesce più ad amare il marito a causa dell'ambiente opprimente di Pagford. Simon Price, invece, decide di candidarsi solo per accettare "bustarelle", come faceva Barry (anche se questa informazione si rivelerà una menzogna), ma ben presto è costretto a ritirarsi e addirittura a trasferirsi da Pagford. Questo perché Andrew, suo figlio, è ormai stanco di sopportare i malumori del padre e decide quindi di vendicarsi scrivendo un post anonimo sul sito del Comune, accusandolo di furto e di lavoro in nero. Il messaggio fa scalpore non tanto per il contenuto, ma per la sua firma: Andrew infatti usa come nickname "Il Fantasma di Barry Fairbrother".
Nessuno sa chi sia con certezza il fantasma, anche se i "pro-Fields" pensano sia opera di Howard Mollison. Solo Stuart sa che è stato Andrew a scrivere quel messaggio e, in un attacco di collera contro il padre, decide di fare la stessa mossa dell'amico. Anche Sukhvinder agirà allo stesso modo contro la madre Parminder (che la crede una stupida incapace), scatenando quindi un giro di vendette dei figli contro i genitori: e questi ultimi non sospettano minimamente di loro (solo Tessa sospetta di suo figlio).
Nel frattempo, Krystal Weedon cerca di convincere la madre Terry, con le buone e con le cattive, a smettere di drogarsi in modo da non essere nuovamente espulsa dal Centro di Tossicodipendenza. Intanto, come meglio può, cerca di occuparsi del fratellino Robbie, anche se nel frattempo subisce la morte di Barry (l'unico che credeva veramente in lei, coinvolgendola nella squadra di canottaggio) e di sua nonna. Instaura anche una relazione con Stuart, anche se lui, oltre che al sesso, è interessato soprattutto all'ambiente malfamato della ragazza.

Alla fine a vincere le elezioni è Miles Mollison, l'unico a non essere stato "boicottato" dal Fantasma di Barry Fairbrother. Allo stesso tempo, però, Howard ha un secondo infarto a causa dell'obesità da cui non si riprenderà facilmente, sua moglie Shirley scopre che ha avuto da sempre una relazione con la collega Maureen e il piccolo Robbie muore annegato nel fiume di Pagford, mentre Krystal aveva un rapporto con Stuart. Sukhvinder cerca di salvare il bambino, senza successo, rischiando ella stessa la vita e diventando una vera e propria eroina, riabilitata agli occhi della madre. Krystal, però, non riesce a reggere il peso della perdita - specie perché la madre è ritornata a drogarsi - e decide di suicidarsi. Il libro, infatti, finisce con il funerale dei due fratelli Weedon.
Insomma, un finale dolceamaro, anzi, più amaro che dolce, in cui certi equilibri di famiglia vengono ritrovati (per Miles e Samantha, per Parminder e Sukhvinder) e altri perduti per sempre (per Howard e Shirley e i Weedon), molti personaggi sono costretti a cambiare (Stuart) e altri decidono di ricominciare tutto da capo (Mary Fairbrother e i Price).

Giudizio eXtremo: la Rowling dà prova di essere una grande scrittrice, ma il romanzo non convince fino in fondo. 

Anteprima - Uscite di Febbraio e dintorni

Eh già, prima che l'ormai quasi trapassato 2012 lasci il posto al 2013 (sperando che sia un anno senza improbabili "fini del mondo"), è cosa buona e giusta passare il fumetteria a prendere Anteprima :D ovviamente un c'è nemmeno un manga nuovo che mi interessi, ma in fondo è un bene... spendo già troppo in comics e fumetti più o meno francesi (nel senso che sono pubblicati in Francia, ma gli autori sono rigorosamente italiani. Sigh)

Ecco la solita carellata di roba, in ordine rigorosamente cronologico:

Febbraio: Thor: J. Michael Straczynski Collection 1 - Rinascita. Un nome talmente difficile che Anteprima ha pure sbagliato a scriverlo xD va beh, io non lo so manco pronunciare, "Straczynski". E' un po' come "Sienkiewicz". Come fan di Thor (anzi, "fan" è riduttivo) lo prenderò quasi sicuramente: devo solo vedere se tra le "Grandi Saghe" e le "Leggende" queste storie sono già state ristampate. Ma credo di sì. Quindi mi risparmio un acquisto necessario, evviva! :D Magari è una buona occasione per risparmiare per i due incomprabili Omnibus di Simonson ç_ç Letter Bee 14. Eh eh. Questo manga esce così raramente che mi dimentico sempre di prenderlo. Sono ancora ferma all'11 ç_ç però è carino, recupererò sicuramente. Watchmen 7. The Unwritten 5. In lettura il numero 4... Rasl 2. Il ritorno della nuova serie di Jeff Smith!! Non vedo l'ora! :D

7 febbraio: Dottor Strange 1. La ristampa delle prime storie sul Dottor Strange in "Strange Tales"! :D Cercherò di prenderlo, voglio sapere di più su questo personaggio <3 anche se le edizioni "Marvel Collection" fanno un po' schifo: sono incollate alla cavolo e si staccano subito almeno le prime pagine D: Devil e i Cavalieri Marvel 13. Nulla da dire. Spero solo che le testate del Punitore e di Ghost Rider diventino più interessanti.

14 febbraio: Thor & New Avengers 167. Leggo dal riassunto che in "New Avengers" farà la sua comparsa Leonardo da Vinci, di cui già si sa che fu uno dei "direttori" del passato S.H.I.E.L.D. Mi piace questa versione "steampunker" di Leo (non ho voglia di scrivere il nome per completo), rivederla sarà un piacere :)

21 febbraio: Conan il Barbaro 1. Non so quasi niente di Conan, potrei provare ad informarmi con questo mensile. Forse. Dragon Ball 17. Voglio che inizi Dragon Ball Z!!

28 febbraio: Wolverine e gli X-Men 10. Si conclude X-Force. Meno male. Wolverine 278. Finisce Daken, ed è un bene. Non so perché abbiano infilato qui una storiella su Gambit (in teoria questo mensile è dedicato solo a Wolvie e a qualche altro mutante artigliato, no?), ma non mi lamento di certo. W Gambit. The Boys 4. Non ho ancora preso il duuuuueeeee >.> Piece 8. Un altro manga che esce con una cadenza molto irregolare D: è un po' triste e i personaggi si piangono un po' addosso, però è carino e non è il solito shojo, anche se molti cliché rimangono.

Maggio: AvX 6. La fine dell'ultimo crossover Marvel, di cui devo ancora recuperare il secondo numero. Sigh.

Luglio: Orgoglio e Pregiudizio. Il nuovo titolo delle "Grandi Opere a Fumetti". Non so se lo prenderò (su Anteprima non c'è nemmeno scritto di chi sono i disegni >.> ... Comunque, i testi sono di Nancy Butler e i disegni di Hugo Petrus - thanks to marvel.com), però era carino da "segnalare" :) le copertine sono proprio carine, ma i disegni all'interno... Boh, sono normalissimi, non mi attirano molto.

E anche con questa Anteprima finisce qui ;) buon Capodanno a tutti! :D

giovedì 27 dicembre 2012

Doctor Who 7x06 - The Snowmen

As Always:

"Neve carnivora incontra i valori vittoriani...
e nasce qualcosa di terribile!" 


Finalmente, dopo l'addio ad Amelia Pond (che odiavo) e Rory Williams (che adoravo), le avventure del Dottore (che, ricordiamo, è ancora l'Undicesimo... Purtroppo! - Scusate, Matt Smith non è nulla in confronto a David Tennant! :() continuano con la settima stagione in occasione dello speciale di Natale, "The Snowmen", scritto dall'eccellente Steven Moffat (anche se lo preferivo quando non scriveva quasi tutte le puntate della serie, ma non ci lamentiamo di certo).
Ora che finalmente Amy Pond se n'è andata (non la sopportavo, era una lagna continua! Anche se aveva dei bei capelli), ero curiosissima (e lo sono ancora, dato che si sa ancora ben poco... Uffa, perché la stagione ricomincia ad aprile?! Non posso aspettare così tanto!), dicevo, ero curiosissima di conoscere la nuova compagna del Dottore, interpretata da Jenna-Louise Coleman. Abbiamo già visto quest'attrice nel primo episodio della stagione, "Asylum of the Daleks", dove interpretava la sfortunata "Soufflè Girl", Oswin, apparentemente l'unico membro sopravvissuto dopo lo schianto di una nave spaziale su un pianeta abitato da Dalek fuori di testa (ovviamente ci sono SEMPRE di mezzo i Dalek).


Di sicuro è insolito incontrare di nuovo un essere umano morto, anche in una serie come Doctor Who, specie se il suddetto umano sarà la nuova accompagnatrice del Dottore. Ma andiamo con ordine, dato che il Dottore non ha mai visto il volto di Oswin, e quindi non può riconoscere in Clara - barista/istitutrice dell'Inghilterra vittoriana - la ragazza-soufflé che ha già incontrato tempo prima.
La puntata inizia splendidamente: una serie di fiocchi di neve cannibali cadono su Londra, facendo presagire il peggio (cioè, fiocchi di neve CANNIBALI! Solo Moffat può inventarsi queste cose, anche se non è stato lui a creare il "vomito a cubetti". Adoro il vomito a cubetti). Il peggio continua quando un bambino scopre di poter parlare con il suo pupazzo di neve, ma non uno di quelli amichevoli tipici dei film di Natale: non ha nemmeno la carota o una fila di sassi per sorridere. Anche se sorriderà qualche decennio più tardi...


Il prologo finisce e vediamo il bambino solitario che parla con la neve diventare un adulto: il dottor Simeon. Ah, dimenticavo: i titoli di apertura hanno cambiato grafica e, per fortuna, ora non ci sono più quelle orribili scritte grigie su sfondo blu, anche se purtroppo si legge ancora il nome di Matt Smith (lo so, sono cattiva con lui, ma se lo merita. Ecco).


Comunque, è la vigilia di Natale del 1892. Il dottor Simeon sembra avere un rapporto inquietante con quella nuova neve parlante, intenzionata a conquistare la Terra attraverso pupazzi di neve. Il Dottore con la "d" maiuscola, nel frattempo, è troppo deluso dalla precedente perdita di Amy e Rory per interessarsi delle vicende della Terra: "Dopo aver salvato l'universo per mille anni, sai qual è l'unica cosa che ho imparato? Che all'universo non importa". E' diventato cinico e apatico, e nemmeno il Sontaran Strax o Vastra, la donna lucertola, riescono a coinvolgerlo negli affari terreni.
Finché non compare Clara.
Clara è una ragazza vivace che non si lascia troppo scomporre dalle cose impossibili che vedrà nel corso della puntata: certo, ne rimane piacevolmente sorpresa (o spiacevolmente intimorita, a seconda dei casi), ma almeno non si fa le seghe mentali come Amy Pond (ok, scusa Amy). Comunque, quando Clara vede per la prima volta comparire dal nulla uno di quei pupazzi di neve alieni, per fortuna il Dottore incrocia il suo cammino e cattura l'attenzione della ragazza, che lo segue fino alla famosa Police Call Box, il Tardis.


Contrariamente dal solito, il Dottore non ha lasciato il Tardis incustodito in un qualche vicolo fuori mano: questa volta l'ha ben nascosto dagli occhi degli umani, parcheggiandolo in una sorta di nuvola raggiungibile solo tramite una scaletta che diventa visibile solo dopo averla afferrata. Nonostante questo inconveniente, Clara riesce a raggiungere il Tardis, ma fugge non appena il Dottore si accorge di essere stato seguito. Visto dall'esterno, il Tardis sembra essere stato lasciato a se stesso, ma in realtà all'interno ha subito un restyling con dei tondi luminosi che ricordano tanto i bersagli delle freccette. Va beh.
Intanto, scopriamo che Clara vive una sorta di doppia vita: barista nella Londra popolare, è anche l'istitutrice dei due figli del Capitano Latimer, il quale prova qualcosa di tenero nei suoi confronti. Clara viene a sapere che la figlia maggiore, Francesca, è vittima di incubi in cui la sua ex governante - morta annegata in un laghetto ghiacciato - ritorna per punirla. Clara riesce a collegare i sogni della bambina con i pupazzi di neve e decide di contattare il Dottore in modo che possa aiutarla.


Con l'aiuto di Vastra ("La verità è singolare. Le bugie sono parole, parole parole"), Clara convince finalmente il Dottore ad indagare sulla misteriosa neve pensante, pronunciando una semplice parola: Pond (anche se Clara si riferiva al "laghetto" dove la governante è morta).
Il Dottore scopre che la neve è una nuova forma di vita aliena in grado di evolversi grazie ai pensieri della gente: quando insieme a Clara ha incontrato il primo gruppo di pupazzi di neve, infatti, il Dottore ha intimato la ragazza di non pensarli, o altrimenti si sarebbero moltiplicati. Questo genere di creature, in effetti, è in pieno stile Moffat.
Il dottor Simeon e la neve pensante nel corso degli anni hanno capito che, per conquistare il mondo, ci vorranno ben altro che i pupazzi di neve dai denti a punta: per questo decidono di sfruttare la governante deceduta nel lago, dando vita ad un essere con DNA umano e le sembianze di una donna di ghiaccio. Il nuovo essere entra nella casa del Capitano Latimer con l'intenzione di uccidere i suoi due figli, ma il Dottore e Clara riescono a distrarlo e si lasciano inseguire fino al Tardis, dove la imprigionano tra le nubi in attesa di trovare una soluzione definitiva.


Nel frattempo Clara scopre la vera natura del Tardis ("E' più piccolo di fuori!") e il Dottore la sceglie come futura accompagnatrice, affidandole la chiave della nave. Sfortunatamente, però, la governante di ghiaccio si libera dalle nubi e, precipitando su Londra, porta Clara con sé: dopo la caduta, la ragazza è in fin di vita.
Combattuto dai sensi di colpa, il Dottore decide di annientare una volta per tutte la neve pensante: riesce nel suo intento e Simeon rimane suo malgrado ucciso, ma scopre che dietro quella creatura si cela una forza ben più grande, chiamata "Grande Intelligenza". Anche se il Dottore ne ha solo un vago ricordo, la Grande Intelligenza è stata una delle sue nemiche dalla sua seconda incarnazione, quando tentò di assorbire la sua mente attraverso un esercito di Yeti.
Ma non tutto si conclude felicemente: Clara, infatti, muore dopo aver rivolto le sue ultime parole al Dottore, il quale si rende finalmente conto di averla già incontrata precedentemente. Sia la Clara dell'astronave che la Clara vittoriana, infatti, non solo condividono lo stesso aspetto, ma anche lo stesso carattere e hanno entrambe una passione per i soufflé. Inoltre rivolgono al Dottore le stesse identiche parole: "Corri, ragazzo intelligente. E ricorda" (anche se è mille volte meglio in inglese: Run you, clever boy. And remember). 


Stessa ragazza, stesso nome, stessa morte. Davanti alla tomba di Clara Oswin Oswald, il Dottore si lascia finalmente prendere dal suo solito entusiasmo giocoso e parte con il Tardis alla ricerca di Clara, la quale si è "reincarnata" (ma si tratta veramente di reincarnazione?) nell'Inghilterra del nostro secolo.

Il destino del Dottore sarà veramente quello di avere un'accompagnatrice destinata continuamente a morire sotto i suoi occhi? Sembra essere una tortura ben peggiore del suo rapporto tormentato con River Song... ma non resta che aspettare aprile!

Giudizio eXtremo: un godibile episodio di Natale che ben introduce la seconda parte della stagione. E qual è la vera natura di Clara Oswin Oswald?

Innamorato della Luna - Antonio Rubino e l'Arte del Racconto

Sanremo - 15 maggio 1880; Baiardo - 1 luglio 1964

Antonio Rubino fu un uomo poliedrico, così come poliedrici furono gli artisti delle Avanguardie storiche: conosciuto come uno dei primi grandi autori del fumetto italiano insieme ad Attilio Mussino e Sergio Tofano, creò per il famoso supplemento "Il Corriere dei Piccoli" (di cui disegnò anche il font della testata) personaggi come Quadratino, Pierino e il Burattino, Pino e Pina e tanti altri. Inoltre contribuì all'editoria italiana scrivendo e illustrando numerose storie per bambini, cercando di dar vita anche in Italia a quel tipo di prodotto-libro per l'infanzia che tanto fioriva e aveva successo in Inghilterra. Fu anche scrittore di poemi e canzoni stravaganti, creatore di cartoni animati (il suo "Il Paese dei Ranocchi" vinse un premio alla Mostra del Cinema di Venezia) e grafico pubblicitario (conosciute sono le sue pubblicità per la Campari).


Il 29 novembre la Biblioteca Braidense dell'Accademia di Brera ha inaugurato una mostra gratuita completamente dedicata ad Antonio Rubino e alla sua carriera: "Innamorato della Luna - Antonio Rubino e l'Arte del Racconto". La mostra durerà fino al 31 gennaio e percorre ogni aspetto del percorso artistico di Rubino, dai primi poemetti scherzosi ai personaggi creati per il Corriere dei Piccoli, dalle illustrazioni pubblicitarie alle copertine per riviste, concentrandosi in particolar modo sui libri per l'infanzia da lui scritti e illustrati (tra cui "Viperetta", che è probabilmente il più famoso). Numerose sono anche le matite e le chine originali, molte delle quali provengono direttamente dall'Archivio Rubino Antonio di Sanremo e dalla Little Nemo Art Gallery di Torino, mentre alcuni "pezzi" sono già in possesso della Braidense. La mostra è stata curata da Martino Negri, vero e proprio appassionato di Rubino che già nel 2011 aveva tenuto una conferenza presso la Triennale di Milano in occasione della nuova edizione del libro di “Viperetta”.
Mentre ero alla mostra ho cercato di fare qualche foto, ma sono stata beccata quasi subito: per questo motivo, le immagini dirette della mostra provengono da questo articolo, mentre le altre arrivano da quell'immenso modo che è internet :)


La mostra si apre con alcuni manoscritti che risalgono al 1898-1902, prima che Rubino si laureasse in Legge a Torino (nel 1910). Questi originali sono parte di alcuni versi e poemi scritti da un giovanissimo Rubino, tra cui i più noti (tanto che pure Wikipedia li cita) sono l'"Anabignòmbasi" (1898) e il "Poema Baroko" (1898), accompagnati da "Gemmeo di Gouramaka" (1899-1902), "Alba" (1900) e "Viridario d'amore" (1900). Molto elegante è la calligrafia di Rubino, spesso accompagnata da decorazioni liberty.


Segue una sorta di "bestiario" tra il 1902 e il 1905 (Rubino iniziò a mostrare un certo interesse per il disegno nel 1902) proveniente dalla Little Nemo Art Gallery: piccoli cartoncini con creature bizzarre e mostruose, influenzati dallo stile liberty alla Klimt e con certi richiami grotteschi e caricaturali.





Le tavole in esposizione sono intervallate da tempere di discrete dimensioni che in parte giustificano quell'"Innamorato della Luna" che dà il titolo alla mostra: infatti la luna è una presenza costante all'interno della carriera di Rubino, presenza esplicitata in seguito nel libro illustrato di "Viperetta".

1912, Gli Amanti

1912, Il Bibliomane

1922, Faunetta

1925, pubblicità per Airone

La Luna ne l'Acqua

L'Amante della Luna

Dagli esercizi personali del "bestiario" si passa poi alle prime copertine oniriche per il Giornalino della Domenica, settimanale per bambini fondato nel 1906 e a cui Rubino collaborò fino al 1909.






Segue poi (dato che l'ordine delle opere in mostra è cronologico) l'avvento di Rubino al "Corriere dei Piccoli", chiamato molto spesso "Corrierino" e che nasce come supplemento del "Corriere della Sera" per volere di Silvio Spaventa Filippi e Paola Lombroso Carrara nel 1908 (verrà pubblicato fino al 1995). Per il Corrierino Rubino crea i personaggi di Quadratino, Mario, gli studenti del Collegio La Delizia, Girondel, Lupetto e molti altri.



Mentre collabora con il Corrierino e, sul finire della Prima Guerra Mondiale, con il giornale di trincea "La Tradotta", Rubino scrive e illustra numerose storie per bambini (tra cui anche le fiabe di Andersen), pubblicando inoltre la sua unica raccolta di poesie, "Versi e Disegni", del 1911. Spiccano in questa seconda parte della mostra le chine originali per "Viperetta", alcuni articoli scritti da Rubino che spiegano la sua visione sul fumetto (che non ho potuto leggere sul momento: spero che nel catalogo siano stati riportati, dato che spero di recuperarlo, un giorno o l'altro), definito da lui il "linguaggio della tenerezza", e un insolito "cross-over" del 1920: "Fortunello, Cirillino e la Vispa Teresa nel Paese di Leccornia".

"Novelle", H. C. Andersen, 1911

"Versi e Disegni", 1911

"Il Piccolo Viandante", T. Monicelli, 1913

"I Tre Talismani", G. Gozzano, 1914

"Rime Piccoline", Hedda, 1914

"La Signorina Zesi", A. Beltramelli, 1915

"Viperetta", 1919

Chine per Viperetta:









Illustrazioni di Viperetta:





"Tic e Tac", 1920



"Belle Lettere", 1928

"Io asino primo", 1928

"L'arco dei sette colori", 1928

"La Città di Abaco", 1928

Giudizio eXtremo: una buona mostra che approfondisce l'intera carriera di Antonio Rubino, di solito conosciuto solo per il suo lavoro all'interno del Corriere dei Piccoli.