domenica 9 dicembre 2012

"L'Inferno" di Barbieri in mostra a Bologna


In occasione della serie di eventi noti come "Il Nastro di Moebius - Dialoghi fra scrittori e fumettisti a San Giorgio in Poggiale", Bologna ospita all'interno di una chiesa sconsacrata - ora adibita a biblioteca d'arte e storia - una piccola mostra dedicata all'illustratore Paolo Barbieri (noto soprattutto per essere il copertinista di Licia Troisi, una delle autrici fantasy più note in Italia per aver creato il Mondo Emerso) e alla sua ultima fatica, il libro illustrato "L'Inferno di Dante". Dopo un'esposizione a Mantova nel 2010 (Barbieri è mantovano, infatti è anche ospite fisso al Mantova Comics & Games, dove nel 2011 è stato soprannominato "Il Mago del Nord") e una mostra durante il Lucca Comics & Games 2011 (per il quale è stato nominato Artist Guest of Honor), probabilmente solo Bologna e poche altre città avrebbero potuto ospitare un terzo allestimento dedicato alla carriera di uno degli illustratori contemporanei più famosi d'Italia, e sicuramente uno dei più riconoscibili anche dal grande pubblico. Bologna, poi, è stata la città più logica dato che da sempre, insieme a Lucca, è uno dei centri italiani più importanti per quanto riguarda il fumetto: infatti non solo è la città dell'editore Panini (che da poco ha aperto il primo Panini Store a pochi minuti dalla stazione di Bologna Centrale), ma è anche la città di Bilbolbul, festival internazionale del fumetto.

Facciata di San Giorgio in Poggiale

Non a caso "Il Nastro di Moebius" vuole proprio organizzare a San Giorgio in Poggiale una serie di incontri, eventi e mostre (dal 28 novembre 2012 al 19 febbraio 2013) che hanno lo scopo di indagare il rapporto tra il linguaggio della scrittura e quello del fumetto, concentrandosi in particolar modo sulle trasposizioni dal medium libro al medium fumetto. Paolo Barbieri non si è mai occupato di fumetti (ha realizzato tutte le copertine del fumetto tratto dalle "Cronache del Mondo Emerso", senza però disegnarne l'interno) ma "L'Inferno di Dante" è una trasposizione in immagini di una delle opere più importanti della storia dell'umanità, la Divina Commedia, quindi la presenza di tale illustratore all'interno di questi eventi mantiene una certa coerenza anche se non ha quasi nulla a che vedere con il fumetto. L'incontro con Paolo Barbieri, "Raccontare i luoghi della paura", è stato organizzato il 28 novembre insieme all'inaugurazione della mostra ed è intervenuto insieme a Barbara Baraldi, scrittrice di urban fantasy. Purtroppo non ho potuto assistere all'incontro - era durante la settimana - ma fortunatamente la mostra durerà fino all'11 dicembre, quando sarà sostituita con un'altra esposizione sempre inerente al "Nastro di Moebius". La mostra si concentra in particolar modo su "L'Inferno di Dante", opera seconda di Barbieri, di cui ho già parlato qui (con una classica molto stupida ma assai costruttiva u.u) e qui (dove ho scritto dell'"Inferno di Dante" e dell'opera di Barbieri in generale in occasione di un incontro a Milano).


La mostra infatti si apre proprio con alcune tavole dedicate all'Inferno: molte, come per il resto dell'esposizione, sono semplici stampe (da quando ha iniziato a lavorare digitalmente non sempre Barbieri inizia partendo da un bozzetto a mano, quindi l'unico elemento del processo creativo che rimane è proprio l'illustrazione finale) o matite su cartoncino, che nel libro corrispondono a quelle stesse illustrazioni che fin dal principio sono state pensate per essere lasciate a matita (a parte qualche leggera elaborazione a Photoshop o Painter). Delle illustrazioni create direttamente in digitale, invece, al massimo esistono bozzetti più piccoli di un foglio A4 che comunque non sono presenti in mostra.

Malebolge, Copertina di "L'Inferno di Dante", 2012, digitale

Dante nella Selva Oscura, tratto da "L'Inferno di Dante", 2011, matita su cartoncino

Elettra, tratto da "L'Inferno di Dante", 2012, matita su cartoncino

Caronte, tratto da "L'Inferno di Dante", 2012, matita su cartoncino

Pluto, tratto da "L'Inferno di Dante", 2012, matita su cartoncino

Mostro a Guardia delle Porte di Dite, tratto da "L'Inferno di Dante", 2012, matita su cartoncino

Annotazione e autografo di Paolo Barbieri

Cerbero, tratto da "L'Inferno di Dante", 2012, digitale

Metamorfosi di un uomo in serpente, tratto da "L'Inferno di Dante", 2012, matita su cartoncino

Diavolo che Uncina Ciampolo (Graffiacane e Ciampolo), tratto da "L'Inferno di Dante", 2012, matita su cartoncino

Diavolo che Uncina Ciampolo (Graffiacane e Ciampolo), tratto da "L'Inferno di Dante", 2012, matita su cartoncino, particolare

Il Conte Ugolino, tratto da "L'Inferno di Dante", 2012, matita su cartoncino

Il Conte Ugolino, tratto da "L'Inferno di Dante", 2012, matita su cartoncino

La seconda parte della mostra è dedicata al Mondo Emerso e in particolare alle prime due trilogie di Licia Troisi, "Le Cronache" e "Le Guerre". E' particolarmente interessante paragonare il primo schizzo di "La Setta degli Assassini" con la copertina definitiva e notare come l'idea di base venga poi enormemente approfondita ed elaborata completamente in digitale.

Salazar, tratto da "Creature del Mondo Emerso", 2008, digitale

Nihal della Terra del Vento (disegno utilizzato per la copertina), 2004, acrilico su cartoncino

Interno di San Giorgio in Poggiale

La Setta degli Assassini (schizzo), 2006, matita su carta

La Setta degli Assassini (copertina del romanzo), 2006, digitale

Le Guerre del Mondo Emerso (copertina della trilogia), 2009, digitale

Seguono poi alcune stampe tratte dalle copertine di libri sparsi, ma soprattutto sono interessanti gli acrilici degli anni '90 e dei primi anni 2000, veri e proprio tributi a Brian Froud ("Lullaby"), Mazinga (senza di lui probabilmente Barbieri non sarebbe diventato l'illustratore che oggi conosciamo) e il mondo della fantascienza (genere di formazione di Barbieri, dal quale poi si è distaccato per dedicarsi al fantasy). Davanti a questi originali anche l'osservatore più scettico che tende a sottovalutare gli illustratori digitali non può fare a meno di rimanere affascinato e sorpreso, rivalutando le proprie convinzioni: tra l'altro Barbieri utilizza Photoshop con la stessa metodologia di un pittore (nel caso di "L'Inferno di Dante" ha quasi ignorato la possibilità di lavorare su più livelli) e la sua scelta di lavorare quasi esclusivamente in digitale deriva soprattutto dai vantaggi della tempistica (in una giornata è infatti in grado di realizzare una copertina completa, e lo stesso "Inferno" è stato completato in circa sei mesi).

Illustrazione inedita, 2009, digitale

La Regione Sconosciuta (copertina del romanzo), 2005, acrilico su cartoncino

The Green Menace, inedito, 1999, acrilico

La Dea della Guerra (copertina del romanzo), 2008, digitale

Apocalypse, inedito, 1999, acrilico

 The Hunter, inedito, 2002, olio

Lullaby, inedito, 1997, acrilico

XXI Century Beast, inedito, 1997, acrilico

Yellow Bubbles, Pink Alien 1997, acrilico

Endless Life, inedito, 1997, acrilico

Alice nel Paese della Vaporità (copertina del romanzo), 2009, digitale

Last Fly, inedito, 2000, acrilico

Mechanical Gift, inedito, 1998, acrilico

Figlio delle Stelle, inedito, 1997, acrilico e aerografo

Infine, l'ultima parte della mostra è dedicata al primo libro che Barbieri ha realizzato completamente da sé, inclusi i testi, ossia "Favole degli Dei". Questo illustrato costituisce un passo importante per la sua carriera, dato che l'ha reso completamente indipendente da Licia Troisi e dai mondi da lei creati.

Eracle, tratto da "Favole degli Dei", 2011, matita su cartoncino

Pan, tratto da "Favole degli Dei", 2011, matita su cartoncino

San Giorgio in Poggiale

Minotauro, tratto da "Favole degli Dei", 2011, matita su cartoncino

Copertina di "Favole degli Dei", 2011

Di seguito, ecco l'elenco completo (spero) delle stampe e dei disegni presenti in mostra (le opere seguono l'ordine dell'allestimento):
- Malebolge, Copertina di "L'Inferno di Dante", 2012, digitale;
- Dante nella Selva Oscura, tratto da "L'Inferno di Dante", 2012, matita su cartoncino;
- Elettra, tratto da "L'Inferno di Dante", 2012, matita su cartoncino;
- Caronte, tratto da "L'Inferno di Dante", 2012, matita su cartoncino;
- Caronte, tratto da "L'Inferno di Dante", 2012, digitale;
- Porta dell'Inferno, tratto da "L'Inferno di Dante", 2012, digitale;
- Paolo e Francesca, tratto da "L'Inferno di Dante", 2012, digitale;
- Pluto, tratto da "L'Inferno di Dante", 2012, matita su cartoncino;
- Mostro a Guardia delle Porte di Dite, tratto da "L'Inferno di Dante", 2012, matita su cartoncino;
- Cerbero, tratto da "L'Inferno di Dante", 2012, digitale;
- Metamorfosi di un Uomo in Serpente, tratto da "L'Inferno di Dante", 2012, matita su cartoncino;
- Diavolo che Uncina Ciampolo (Graffiacane e Ciampolo), tratto da "L'Inferno di Dante", 2012, matita su cartoncino;
- Malebranche, tratto da "L'Inferno di Paolo Barbieri", 2012, digitale;
- Conte Ugolino, tratto da "L'Inferno di Paolo Barbieri", 2012, matita su cartoncino;
- Lucifero, tratto da "L'Inferno di Paolo Barbieri", 2012, digitale;
- Salazar", tratto da "Creature del Mondo Emerso", 2008, digitale;
- Nihal della Terra del Vento (disegno utilizzato per la copertina), 2004, acrilico su cartoncino;
- La Setta degli Assassini (copertina del romanzo, schizzo), 2006, matita su carta;
- La Setta degli Assassini (copertina del romanzo), 2006, digitale;
- Le Guerre del Mondo Emerso (copertina della trilogia), 2009, digitale;
- Illustrazione inedita, 2009, digitale;
- La regione sconosciuta (copertina del romanzo), 2005, acrilico su cartoncino;
- The Green Manage, inedito, 1999, acrilico su cartoncino;
- La Dea della Guerra, (copertina del romanzo), 2008, digitale;
- Apocalypse, inedito, 1999, acrilico;
- The Hunter, inedito, 2002, olio;
- Lullaby, inedito, 1997, acrilico;
- XXI Century Beast, inedito, 1997, acrilico;
- Yellow Bubbles, Pink Alien, inedito, 1997, acrilico;
- Endless Life, inedito, 1997, acrilico;
- Alice nel Paese della Vaporità (copertina del romanzo), 2009, digitale;
- Last Fly, inedito, 2000, acrilico;
- Mechanical Gift, inedito, 1998, acrilico;
- Figlio delle Stelle, inedito, 1997, acrilico e aerografo;
- Poseidone, tratto da "Favole degli Dei", 2011, digitale;
- Atena, tratto da "Favole degli Dei", 2011, digitale;
- Eracle, tratto da "Favole degli Dei", 2011, matita su cartoncino;
- Aracne, tratto da "Favole degli Dei", 2011, digitale;
- Pan, tratto da "Favole degli Dei", 2011, matita su cartoncino;
- Medusa, tratto da "Favole degli Dei", 2011, digitale;
- Minotauro, tratto da "Favole degli Dei", 2011, matita su cartoncino;
- Afrodite, Copertina di "Favole degli Dei", 2011, digitale;

Al prossimo libro illustrato ;) (anzi, al prossimo Mantova Comics! :D)

sabato 8 dicembre 2012

Once Upon a Time 2x09 - Queen of Hearts

Come al solito:


Sono abbastanza in ritardo per commentare il finale di stagione di Once Upon a Time, e non per i soliti motivi del tipo "non ho avuto tempo", "ho anch'io una vita sociale", "internet mi ha dato problemi": no. Semplicemente non avevo la benché minima voglia di commentare l'ennesima deludente puntata di OUAT, piena zeppa di errori madornali e di ingenuità imperdonabili, soprattutto per i due creatori/sceneggiatori che hanno dato vita a quel gioiellino che è stata la prima stagione. Tra l'altro, mi dico: anche per un team che ha esaurito tutta la sua inventiva deve essere possibile tuttavia mantenere una certa coerenza di sceneggiatura, dato che ogni storia, anche la più banale, deve seguire una propria logica. No. Ad OUAT non manca solo l'inventiva, l'originalità, gli spunti interessanti, ma addirittura la capacità di raccontare una trama che stia in piedi, e questa è la cosa più grave. Tra l'altro questa puntata è stata sceneggiata dagli stessi creatori della serie, Adam Horowitz ed Edward Kitsis (almeno secondo imdb), e il fatto che la puntata sia piena di lacune narrative mi fa molto preoccupare. Questo, poi, è un problema dell'intera seconda stagione: molti si ostinano ad affermare che puntate come "The Crocodile" e "The Doctor" siano tra le poche ad aver mantenuto alto il livello della serie, ma a parer mio è proprio con queste due puntate che OUAT ha iniziato a degenerare. In "The Crocodile" viene presentato un personaggio debolissimo e incoerente, Killian Jones/Hook, il quale dovrebbe rientrare tra quei personaggi "cattivi" in parte buoni ma che alla fine si riduce ad essere un personaggio che semplicemente non funziona, se non per regalare alle spettatrici un bel visino irlandese da ammirare (e mi aggiungo a questo target); in "The Doctor", invece, la trama della serie si è rivelata un vero e proprio minestrone, come se la ricchezza di un genere come quello delle fiabe non bastasse a mantenere agitate le acque.


Ma ora passiamo alla puntata nello specifico, "Queen of Hearts": come suggerisce il titolo, il finale di metà stagione avrebbe mostrato l'identità di uno dei pochi personaggi che nella prima stagione non si erano svelati al pubblico, quella della Regina di Cuori. In questo personaggio riponevo molte delle mie speranze: infatti immaginavo che la famosa antagonista creata da Lewis Carroll avrebbe assunto il ruolo di vero villain di questa seconda serie, dato che ormai Regina e Rumple si sono ammorbiditi, Cora non mi convince e Hook... beh, è uno che si riduce a mollare schiaffi a principesse in catene, ma che allo stesso tempo si definisce un gentiluomo (?)
Purtroppo la forte assonanza tra una regina che si autodefinisce "Regina di Cuori" e il modo di operare di Cora (rubare cuori a destra e a manca per controllare le azioni dei possessori) aveva già suggerito la soluzione più banale. Ho sperato fino all'ultimo in un altro verdetto, ma niente da fare: la Regina di Cuori è Cora, esiliata a Wonderland da sua figlia Regina.
Un'altra mia speranza era che il personaggio di Hook acquisisse finalmente un po' di spessore (lo spero prima di ogni santissima puntata), ma a quanto pare gli sceneggiatori vogliono continuare ad utilizzarlo come "macchiolina" costretta a flirtare a tutti i costi con ogni personaggio femminile della serie, così come Emma deve sempre provarci con tutti i bei fieu (tranne Charming, ma solo perché è suo padre). Inoltre non si riesce proprio a comprendere come Hook sia riuscito a diventare il capitano di una nave pirata, dato che fallisce in ogni cosa che fa: non riesce a rubare il cuore di Cora, appena sente un po' di dolore le confessa immediatamente il piano di Regina, non riesce a sopraffare Emma in un duello con la spada... e questo solo in una puntata.


Piccolo elenco di alcune delle ingenuità di questa puntata:

- Regina e Mr Gold a Storybrook decidono di rubare la magia dei diamanti, e ci riescono. Ci riescono con fin troppa facilità. Insomma: tu, Charming, nuovo sceriffo di Storybrook, non metti nessuno a guardia della grotta?! Anzi no, peggio: come guardia metti un gruppo di nani che non sanno nemmeno come si organizzano dei turni di guardia. Poi non ti stupire, se rimani senza polvere di fata;

- E' dalla prima stagione che le puntate di OUAT sono piene di flashback: allora perché solo in questa puntata sono presenti diciture come "28 anni prima" e "28 anni dopo"? Se proprio volevano metterle, sarebbe stato meglio iniziare prima;

- In uno scontro che vede un'americana del XXI secolo - che fino a quel momento ha usato solo pistole - contro un capitano pirata che ha cacciato tesori per buona parte della sua vita, chi potrebbe mai avere la meglio, se entrambi impugnano una spada? Il pirata, ovviamente, ma in questo caso non solo Emma riesce a tenere testa a Hook - cosa che in realtà sarebbe quasi impossibile - ma addirittura Hook definisce la sua un'"ottima tecnica"! Ditemi se è coerente questo...

- Cora e Hook finalmente stanno per giungere a Storybrook grazie al potere della bussola... quando all'improvviso sopraggiungono Emma, Snow e Mulan (Aurora almeno hanno avuto la decenza di legarla, dato che ora la principessa ha ottenuto la promozione da "personaggio inutile" a "personaggio dannoso"). Ok, duo malefico, siete stati raggiunti e dovete fermate le tre moschettiere... e qual è la prima cosa che fate?! Far cadere la bussola a terra, così CHIUNQUE potrebbe recuperarla, anche le vostre nemiche! Complimenti, siete proprio dei cattivoni con un cervello sopraffino!

- Gold è intenzionato a non far entrare Cora a Storybrook, a costo di sacrificare anche il ritorno di Emma e Snow: per questo convince Regina a mentire a Henry. Tuttavia all'ultimo momento Regina cambia idea e decide di annullare la magia che avrebbe impedito l'arrivo di chiunque, andando contro il volere di Mr Gold... E cosa fa Mr Gold? Niente! E non può essere che la scelta improvvisata di Regina sia stata prevista da lui, dato che alla fine della puntata addirittura la rimprovera... Ma insomma, tu sei The Dark One e puoi fare più o meno qualsiasi cosa, anche impedire a Regina di mettersi in mezzo! Allora perché non l'hai fatto?! 

- Alla fine, ok, Hook ha usato il fagiolo magico per permettere a lui e a Cora di abbandonare Fairyland... resta il fatto però che sono rimasti senza bussola! Quindi: com'è possibile che Cora e Hook, a fine episodio, stiano raggiungendo Storybrook a bordo di una nave?! Non ha senso! 1. Non avete la bussola e quindi non potete orientarvi tra i vari mondi; 2. Il fagiolo porta verso i regni dei giganti, nel cielo, tra le nuvole... quindi com'è possibile che ora stiate viaggiando via mare su un caspius di mini-veliero??!!!


L'unico punto profondo di questa puntata sta nel fatto che a volte gli stessi lieto fine possono essere particolarmente crudeli: proprio quando Regina per la prima volta si comporta da vera madre, Henry la ignora (si limita a ringraziarla e a riconoscere che è cambiata sul serio) e va a festeggiare insieme alla sua famiglia. In quel momento Regina capisce che, qualsiasi cosa faccia, Henry finirà con l'abbandonarla, indipendentemente dal fatto che le sue azioni siano benevole o malvagie.

La sola speranza per questa serie,ormai, è questa: non siamo nemmeno a metà stagione e la situazione potrebbe cambiare radicalmente. Forse la pausa natalizia gioverà al duo Horowitz/Kitsis, o magari mangiare panettoni ispirerà loro nuove idee, chi lo sa.

Giudizio eXtremo: trama incoerente in cui tutti i personaggi hanno perso il lume della ragione.

domenica 2 dicembre 2012

Le 5 Leggende, ossia la Tragedia dietro il Lieto Fine

ATTENZIONE!!


Dopo il discutibile “Ribelle – The Brave” di Disney/Pixar, “Le 5 Leggende” (traduzione italiana di “Rise of the Guardians”) è sicuramente il film d’animazione più atteso del 2012 insieme a “Ralph Spaccatutto”, che diventerà il 52° classico della Walt Disney Animation. Con quest’ultima fatica, la DreamWorks vuole sicuramente dimostrare di essere in grado di rivaleggiare con la Pixar, non tanto per quanto riguarda la trama (DreamWorks e Pixar hanno sempre avuto obiettivi diversi al riguardo) ma soprattutto a livello visivo: il “salto di qualità” è infatti già avvenuto con “How to Train Your Dragon” (in Italia “Dragon Trainer”), che avrebbe meritato più delle attenzioni che alla fine ha ricevuto.

La mente dietro “Le 5 Leggende” è William Joyce, illustratore e scrittore classe 1957 che ha raggiunto la notorietà dirigendo il cortometraggio premio Oscar “The Fantastic Flying Books of Mr. Lessmore”, da cui poi ha ricavato un’app e un libro illustrato da egli stesso, edito anche in Italia da Rizzoli. Già in precedenza però Joyce era noto in numerosi settori: da illustratore di copertine del “New Yorker” (nota rivista americana particolarmente attenta all’illustrazione contemporanea) a scrittore di libri per l’infanzia, senza contare il suo contributo come concept artist in “Toy Story” e “A Bug’s Life”. La particolarità della carriera di Joyce sta nel fatto che i suoi progetti vengono spesso sviluppati in più media, ma non attraverso semplici trasposizioni cinematografiche: le sue storie infatti vengono approfondite partendo dalla carta per poi passare allo schermo attraverso un'operazione che non è un semplice riadattamento, bensì un proseguimento. “Le 5 Leggende” è per ora l’esempio più significativo: il film infatti è stato tratto da una sua serie di romanzi per bambini chiamata per appunto “The Guardians of the Childhood”, scritta insieme a Laura Geringer (anche se l’input originario è stato un corto diretto dallo stesso Joyce, intitolato “The Man in the Moon”), che alla fine si svilupperà in ben 13 libri, di cui per ora sono stati pubblicati tre romanzi (“Nicholas St. North and the Battle of the Nightmare King”, “E. Aster Bunnymund and the Warrior Eggs at the Earth's Core!", "Toothiana: Queen of the Tooth Fairy Armies") e due libri illustrati ("The Man in the Moon", "The Sandman: The Story of Sanderson Mansnoozie"). Per ora in Italia la Rizzoli ha tradotto il primo titolo, "Nicholas Nord e la Battaglia Contro il Re degli Incubi".

Due copertine del New Yorker realizzate da Joyce



Il cortometraggio "The Fantastic Flying Books of Mr. Lessmore"

"Le 5 Leggende" non è la semplice trasposizione di questi romanzi, bensì racconta le vicende di quegli stessi personaggi - i Guardiani dell'Infanzia - 200 anni dopo rispetto alla serie: infatti, mentre nei libri vengono raccontare le origini di ogni "leggenda" (nel primo libro si scopre che Nicholas Nord/Babbo Natale era un bandito e guerriero russo che per una serie di vicende si imbatte nel paesino pacifico di Santoff Claussen), nel film i Guardiani sono costretti a riunirsi nel XXI secolo per combattere una minaccia comune, Pitch Black, antagonista largamente presente anche nella saga letteraria.
Già nel primo libro si racconta di come, molti secoli fa, l'universo abbia vissuto un'epoca chiama "Età dell'Oro", durante la quale le intere galassie vivevano in pace, guidate da nobili famiglie lungimiranti. La più potente di queste famiglie era quella dei Lunanoff, che più delle altre cercò di impedire a creature malvagie come i Fearlings di minacciare quello sterminato territorio che è lo Spazio. Una pace stabile fu possibile anche grazie a Pitch, condottiero delle Armate d'Oro che contribuì ad imprigionare il male intero in un'unica cella che egli si offrì di custodire. Il male, però, chiese pietà ("Una boccata di aria fresca. Per favore") e Pitch, mosso a compassione, aprì la porta che teneva imprigionate quelle ombre maligne, che lo corruppero e lo trasformarono in quello che i bambini oggi chiamano "Uomo Nero".


Nella sua nuova versione, Pitch si ripromise di porre fine all'Età dell'Oro ed iniziò a saccheggiare galassie, pianeti e stelle, sostituendo i sogni di tutti - ma in particolare quelli dei bambini - con incubi e terribili visioni. Solo la Costellazione dei Lunanoff era rimasta incolume, ma solamente perché Pitch aveva intenzione di fare dell'unico figlio dello Zar Lunanoff il suo Principe degli Incubi. I Lunanoff, per fuggire, costruirono un Razzo Lunare e si diressero verso la Terra, con l'intento di camuffare il proprio mezzo di trasporto nel satellite di quel pianeta e nascondersi dalle forze oscure. Pitch però riuscì a trovarli e li attaccò ma, proprio quando riuscì a catturare lo Zar e la Zarina, ci fu una grande esplosione che lo spazzò via: nessuno sa cosa sia veramente successo, ma l'erede dei Lunanoff sopravvisse e non solo divenne il nuovo Zar, ma venne conosciuto anche come l'Uomo nella Luna, alleato degli abitanti della Terra. Nel film infatti si scopre che è proprio l'Uomo nella Luna a scegliere i Guardiani, con lo scopo di salvaguardare i bambini e di proteggerli dai costanti ritorni di Pitch. Già nel primo libro, infatti, Nicholas Nord è costretto a rallentare il suo inevitabile ritorno.


Nel film, diretto da Peter Ramsey (già storyboard artist di film come Nightmare 5, Men in Black, Godzilla, Fight Club, Il Grinch e collaboratore in altri come Dracula di Bram Stoker, Batman Forever, Mostri contro Alieni e Shrek Terzo) e scritto oltre che da William Joyce anche da David Lindsay-Abaire (autore della sceneggiatura di "Inkheart" e dell'atteso "Il Grande e Potente Oz"), tutti i Guardiani e i loro regni vengono presentati in modo che nessuno emerga maggiormente rispetto agli altri, anche se spesso Babbo Natale tende a sminuire l'importanza della Pasqua (con molta irritazione da parte del Coniglio).

BABBO NATALE - NICHOLAS NORD


Babbo Natale, chiamato nel film semplicemente "Nord", è il Guardiano della Meraviglia e si nota immediatamente per il suo accento russo, oltre che per i tatuaggi che ha sulle braccia ("Buono" e "Cattivo"): non a caso le sue armi sono due scimitarre. Come nell'immaginario collettivo, vive in una grande fabbrica di giocattoli abitata da folletti (adorabilissimi, una delle piccole perfezioni di questo film) e da yeti dall'insolito linguaggio che sono costretti a seguire gli ordini - spesso contraddittori - del loro padrone. Nord è sicuramente il personaggio più esuberante, ma è anche il classico guerriero che non si tira mai indietro: ovviamente guida l'immancabile slitta con le renne, anche se a distanza di secoli ne ha "leggermente" modificato il design.

CONIGLIETTO PASQUALE - E. ASTER BUNNYMUND


Il Coniglietto Pasquale è il Guardiano della Speranza ed è in "sana" competizione con Nord. Di origini australiane (in originale è doppiato da Hugh Jackman), si sposta attraverso tane e gallerie che lui stesso è in grado di far apparire e vive sottoterra in una grande vallata, dove le uova hanno i piedi e i suoi aiutanti sono grandi uova che ricordano i giganteschi volti dell'Isola di Pasqua. Combatte con due boomerang e tra i Guardiani è sicuramente il più scontroso, anche se poi nasconde un lato tenero (molto tenero). Tra tutti, all'inizio è colui che meno si fida di Jack Frost.

LA FATA DEL DENTINO - DENTOLINA


Dentolina è la Guardiana della Memoria e, insieme al suo esercito di fate (molto simili a colibrì), si preoccupa di raccogliere ogni singolo dente da latte di tutti i bambini (in cambio dell'immancabile soldino), in modo che questi possano in seguito ricordare la loro infanzia anche a distanza di anni. Dentolina nel film è la prima vittima di Pitch, ma le basta raccogliere un dentino per ritrovare il buon umore, anche se è ancora sporco di sangue e cicca di bambino. Il suo regno è una fortezza che sta sospesa nel cielo.

SANDMAN - SANDERSON MANSNOOZIE


Sandman è il Guardiano dei Sogni ed è stato il primo tra le Leggende ad essere scelto dall'Uomo nella Luna. Non parla mai ma si esprime attraverso forme che crea con la sabbia, e per questo spesso è difficile interpretare ciò che vuole realmente dire (proprio come i sogni). Nel film non si vede la dimora di "Sandy" (come viene chiamato dal resto dei Guardiani) dato che, durante la notte, è lui che scende sulla Terra a "trasmettere" bei sogni ai bambini attraverso la sua sabbia dorata. Tra i Guardiani è probabilmente il nemico più diretto di Pitch: tra loro due infatti c'è anche uno scontro epocale, durante il quale Sandy abbandona la sua aria innocua per combattere contro gli incubi usando due lunghe fruste dorate.

JACK FROST - CHIARO DI NOTTE (?)


Jack Frost è il primo personaggio ad essere presentato nel film come una Leggenda senza memoria che vaga per la Terra portando neve e divertimento, senza tuttavia essere visto da nessun bambino, anche quando vorrebbe: questo perché, al contrario dei "quattro grandi", i bambini non credono in lui. Quando Pitch inizia a contaminare i bei sogni di Sandman, l'Uomo nella Luna decide di "promuovere" Jack a Guardiano dell'Infanzia, anche se inizialmente il suo scopo è quello di recuperare la memoria grazie ai suoi denti di bambino, che però Pitch ha rubato a Dentolina. La sua arma è un lungo bastone con il quale controlla gli agenti atmosferici e, alla fine del film, scoprirà di essere il Guardiano del Divertimento. Nei libri dei Guardiani non è ben chiaro se il suo personaggio sia già presente o no: nel primo romanzo, infatti, Nicholas Nord viene aiutato da un ragazzino luminoso di nome Chiaro di Notte che, esattamente come Jack Frost, non ricorda il suo passato. Prima di vedere il film ero abbastanza sicura che in seguito questo Chiaro di Notte sarebbe diventato Jack Frost, ma ora ne sono meno convinta.

L'UOMO NERO - PITCH BLACK


Pitch Black è il classico antagonista "tutto tenebre e incubi", studiato in particolar modo da Guillermo del Toro, regista del "Labirinto del Fauno". Come per l'Uomo nella Luna, nel film non viene svelato il suo passato (ed è anche questa la cosa bella dell'universo creato da Joyce: anche se il film da solo funziona bene, è necessario leggere i libri per avere il quadro completo) ma, esattamente come in origine, il suo scopo è quello di sostituire i sogni dei bambini con terrificanti incubi, non tanto per conquistare il mondo (come i classici super villain) ma per essere visto e creduto esattamente come Babbo Natale e gli altri Guardiani.


Alla fine, questo film d'animazione racconta da una parte la storia di un ragazzo - Jack Frost - con tutte le sue insicurezze, che vuole sapere chi è veramente; dall'altra, invece, viene combattuta una classica battaglia tra Bene e Male che sarebbe potuta finire in maniera molto diversa, e non con la semplice sconfitta del cattivo di turno. Non voglio criticare il film solamente perché avrei voluto un finale diverso, perché sicuramente è un film "che spacca" e gli elementi ci sono tutti: personaggi ben caratterizzati visivamente e caratterialmente, scene epiche di combattimenti e viaggi tra un mondo e l'altro (Pitch vs Sandman è da brividi), uno dei pochi 3D che funziona veramente ai fini della storia senza infastidire o essere invadente, gag esilaranti, personaggi di contorno ottimi (folletti, yeti, fatine, uova e tanto altro), una storia che sta in piedi e che funziona molto bene, anche se molto tradizionale. L'unica pecca è, purtroppo, il finale.


Il finale è, chiaramente, un lieto fine: Jack Frost diventa un vero Guardiano e Pitch, sconfitto, decide di fuggire, sopraffatto dai suoi stessi incubi. Ma è veramente un lieto fine, questo?
Pitch, essenzialmente, controlla la Paura, così come Jack Frost controlla il Freddo, eppure in questo scontro tra Bene e Male la paura viene vista come emanazione di quest'ultimo. Ma la Paura non è "Male": anzi, fa parte della vita, esattamente come la Meraviglia, la Speranza e tutti gli altri valori dei quali gli altri Guardiani sono ambasciatori. Eppure durante il finale Pitch non viene visto dai bambini e nessuno crede in lui: ma come non credere nella Paura? Alla fine i bambini riescono a sconfiggere Pitch semplicemente ignorandolo. Ma non è ignorando la Paura che è possibile sconfiggerla: per farlo, è necessario accettarla e riconoscere che fa parte di noi, o ritornerà sempre per sopraffarci. Proprio come la Paura, Pitch è il Guardiano che non viene mai riconosciuto: anche lui è stato scelto, non dalla Luna, ma dalle Tenebre, dopo aver dimostrato di essere in grado di provare compassione anche per le creature più malefiche (purtroppo nel film non si conosce nulla del suo passato: solo di Jack Frost viene svelata l'origine). 


So che sto divagando un sacco, ma forse è proprio perché non è da tutti provare compassione anche per il Male che a Pitch è stato assegnato il ruolo più difficile: insegnare ai bambini che cos'è la Paura. In questo modo Pitch (probabilmente involontariamente, come Jack Frost: anche lui solo alla fine capisce che il suo ruolo di Guardiano è di far divertire i bambini, anche se lo faceva già da secoli) spiega ai bambini non solo cos'è la paura ma insegna loro a combatterla con coraggio, essendo il coraggio l'altra faccia della paura. Lo leggiamo ovunque e ci viene insegnato fin da bambini: senza paura, non c'è coraggio. Anche durante il film i bambini protetti dai Guardiani trovano dalla paura la forza di combattere, offrendosi come protettori dei Guardiani stessi. Grazie a Pitch, si sono resi conto che sono in grado di difendersi anche da soli: la paura ha tirato fuori il meglio che c'è il loro, aiutandoli a crescere.


Per questo avrei voluto che, alla fine, gli altri Guardiani riconoscessero Pitch come loro compagno, considerando anche il fatto che nel corso del film anche loro riescono a comprendere la sofferenza che è anche quella di Jack Frost: quella di essere invisibile, di non essere creduto. Ma, mentre Jack veniva semplicemente ignorato, Pitch invece viene addirittura non tanto temuto, ma soprattutto odiato. C'è da considerare anche il fatto che Pitch è riuscito ad avere momentaneamente il sopravvento proprio perché gli stessi Guardiani avevano smesso di occuparsi in prima persona dei bambini, lasciando il compito a terzi.
Ed è possibile riconoscere un'altra verità dietro questo lieto fine: forse i Guardiani non vogliono riconoscere Pitch perché la paura insegna ai bambini non solo a non rimanere indifesi, ma anche a crescere. Però la paura, se non accettata, è destinata ad esistere per sempre come nemica dei bambini, e anche di tutti gli esseri umani. Ritornerà ancora, e ancora, e ancora. Ma, insieme a lei, ritorneranno anche la forza e il coraggio. Per questo Pitch meritava di essere un Guardiano.


Chiedo venia per questo pippone assurdo, ma ci tenevo molto ad approfondire la figura di Pitch, soprattutto perché non viene svelato quasi nulla del suo passato e il suo personaggio viene affrontato secondo un punto di vista molto parziale. Comunque, tralasciando tutte queste considerazioni, il film merita veramente di essere visto - in 3D possibilmente - e di essere goduto dall'inizio alla fine: uscendo dalla sala, vi sembrerà di aver mangiato con gli occhi un piatto sostanzioso di vedute mozzafiato, inseguimenti incredibili e scontri epici che non vi faranno distogliere lo sguardo per nulla al mondo. Fuori dal cinema mi aspettavo che da lì a poco avrebbe iniziato a nevicare. Non è accaduto, ma nella mia mente il gelo ha iniziato ad espandersi in grandi ghirigori di ghiaccio.
Insomma, se 'sto film mi ha fatto scrivere certe cose, vuol dire che merita veramente.

E merita anche continuare a tenere d'occhio il lavoro di William Joyce, che non si conclude di certo con "Le 5 Leggende": altri suoi libri illustrati sono destinati infatti a diventare dei film d'animazione, spero di tutto rispetto. Già nel 2013 uscirà "Epic", tratto dal libro "The Leaf Men" e prodotto da Blue Sky Studios ("L'Era Glaciale): la trama è molto simile a storie come "Arthur e il Popolo dei Minimei", in cui i veri protagonisti sono creature molto simili fisicamente agli esseri umani... tranne che per le piccole dimensioni.

Uno dei libri di Joyce destinato a diventare un cartone

Il trailer di "Epic", diretto da Chris Wedge (regista di "L'Era Glaciale" e doppiatore di Scrat)

Un confronto tra i "Leaf Men" di Joyce e quelli del film

Per concludere: non patteggio per Disney/Pixar, DreamWorks o altri, ma solo per le migliori storie possibili. Per questo tanto vale tenere d'occhio la DreamWorks e i suoi progetti futuri (sono già in programma Dragon Trainer 2 e 3!).